domenica 30 dicembre 2012

Habibi

Finalmente è tra le mie mani. 


Autore: Craig Thompson

Casa Editrice: Rizzoli/Lizard

Formato: 17 x 24, 672 pagine b/n

Prezzo: € 35,00

Quando Craig Thompson pubblicò Blankets, graphic novel che racconta la sua infanzia, i sentimenti contrastanti legati alla fede dei genitori e la storia del suo primo amore, era un disegnatore esordiente e quando il libro riscosse il successo mondiale, ricevette molti premi e persino i complimenti dell'autore di Maus Art Spiegelman (altro fumetto degno di stima di cui mi piacerebbe parlare in futuro :> ). Il soggetto non banale, l'uso attento dei flashback, la composizione delle immagini e la drammaticità della narrazione fanno di Blankets un fumetto da adorare e amare in ogni sua sfumatura per la sua sensibilità nei e la profondità per i temi trattati. Consiglio a voi tutti di leggerlo.

Ma con più ardore vi suggerisco di rivalutare Habibi ,perché se l’avete notato in libreria ma vi siete rifiutati di acquistarlo a causa del costo non indifferente, ragazzi ,i 35 euro li merita tutti!

In Habibi ("mio amato" in arabo) come già in Blankets appuriamo la sua predilezione per le storie lunghe, avendo realizzato questa volta una storia che supera le seicento pagine! Per leggere il tomo ho infatti avuto non poche difficoltà dato che la copertina è rigida e il fumetto è molto voluminoso, perciò si rischia una slogatura del polso se ne si sottovaluta il peso :D Sul serio ragazzi, maneggiare con cautela. 
 




Habibi si svolge in un Medio Oriente senza tempo perchè a tratti è antichissimo (il sultano, l'harem e le sue millenarie tradizioni, la tratta degli schiavi) e a tratti è contemporaneo (il traffico, la grande metropoli, i veicoli a motore,le fabbriche) e non è una cosa che realizzi subito, cioè ti spiazza. La protagonista della storia si chiama Dodola (chissà come si pronuncia veramente il suo nome) e quando viene data in sposa allo scriba del villaggio ha solamente nove anni. Sarà lo scriba a iniziarla alla scrittura, al racconto e alla lettura, ma anche alla brutalità di un mondo in cui la piccola dovrà imparare presto a farsi strada usando il corpo come merce di scambio. L'uomo viene però ucciso da alcuni banditi, e Dodola si ritrova ancora una volta schiava, in attesa di essere venduta al miglior offerente nel sudicio suq di un villaggio. Un bambino molto piccolo sta per essere ucciso senza pietà e nessuno si fa avanti per proteggerlo. Dodola allora prende il bambino con sé e dopo una rocambolesca fuga i due si rifugiano in una nave abbandonata in mezzo al deserto, dove trascorreranno nove anni fino alla brutale separazione. Il rapporto tra i due, che inizialmente assomiglia a quello tra madre e figlio, si evolve con naturalezza in quello tra due fratelli prima, e tra due amanti poi. Zam (il bambino salvato da morte certa) e Dodola si rincorreranno per buona parte delle quasi 700 pagine del libro poiché le loro anime non potranno trovare pace se tenute separate. Razzismo, misoginia ed egoismo aleggiano sui destini di questi due sventurati ,ma solo nell'amore che li lega troveranno un risarcimento alla crudeltà umana.

 

Thompson alterna con estrema eleganza il piano della loro storia con quello dei racconti biblici dell'Islam e del Cristianesimo, facendo emergere le profonde somiglianze che uniscono le due religioni (ed esse sono più di quanto non si immagini)

Credetemi,ho trattenuto il fiato più volte sia per la complessità dei contenuti che per la somma magnificenza nella realizzazione. Gli sfondi delle vignette rimandano in tutto e per tutto all'iconografia islamica; la splendida calligrafia araba cuce infinite tappezzerie di immagini, un tessuto di storie in cui si dispongono ricordi, sentimenti e aneddoti splendidi. Le tavole sono estremamente intriganti, intrise dei numeri e delle lettere arabe o delle immagini sacre ;l’intero volume è pieno di simboli che andrebbero analizzati uno ad uno, poiché conferiscono un preciso significato al testo ,agli sviluppi della trama ma vengono sviluppati anche come suggerimenti da parte dell’autore, il quale preferisce velare certe informazioni piuttosto che dichiararle esplicitamente. Attenzione perchè alcuni dettagli,persino quelli portanti, sfuggono a una prima lettura, Habibi va ripreso una volta arrivati alla fine, perchè il cerchio non si è ancora concluso, sempre che vogliate venirne a capo! :p Ho notato che il romanzo (essì cari miei, avete letto bene, ho usato con orgoglio la parola romanzo) ruota molto attorno all’acqua: un’ossessione a volte raffigurata come fiume o come pioggia; oppure come simbolo di vita, di fertilità e di sessualità. E quando essa non è presente, è comunque oggetto del desiderio delle popolazioni del deserto tormentate dalla siccità e dalla sterilità dei terreni. E poi, di rimando a Blankets, c'è il conflitto con l'autoerotismo anche in Habibi, tema evidentemente caro all’autore. Ma vogliamo parlare invece di un argomento molto caro a me? Ovvero la gravidanza? E qui, miei cari bloggers, come potevo rimanere indifferente? Non ne ho mai sentito parlare in maniera così... disarmante. E' la prima cosa che ho realizzato sfogliando il fumetto per la prima volta in libreria: Dodola la dice lunga. Ma non voglio svelarvi troppo!
 

Comunque, chi ha letto Blankets e poi Habibi non potrà non riconoscere che con quest’ultimo Thompson ha superato se stesso. L’ incredibile lavoro di ricerca che c’è dietro è lodevole (pare ci siano voluti infatti 7 anni per portare a termine l’intera opera) ,la struggente storia e la realizzazione dei vari personaggi sono … encomiabili.


Qualcuno disse: "Capisci di aver letto un buon libro quando giri l'ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico." Ed è proprio vero! :-D Il fumetto infatti può raggiungere la profondità della letteratura e del cinema e chi non riconosce questo fatto è uno stolto prevenuto che non sa cosa si perde, privando così di nutrimento la propria anima.
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