mercoledì 7 dicembre 2016

Non trovo il coraggio di buttare via...!


Anch'io per inclinazione non butterei mai via nulla. Le mie tasche sono piene di pezzi di carta cincischiati, con annotazioni spesso illeggibili, non trovo mai il coraggio di buttarli via, ho sempre l'impressione che contengano qualcosa di fondamentale (anche se al momento non ricordo che cosa).
 Continuo a girare questi reperti in altre tasche finchè non sono quasi polverizzati e allora me ne libero, ma sempre con un velo di angoscia. 
[...]
Credo non si tratti di feticismo: questi oggetti sono come cortocircuiti, accendono sprazzi di emozioni remote, momenti vissuti, disfarsene sarebbe come perdere per strada frammenti di vita.
Ci sono alcune riflessioni che mi trattengono dall'ingigantire questo collezionismo di me stesso. La prima è la più importante:bisogna lasciare che i ricordi si spengano o restino vivi secondo una selezione naturale, indipendentemente dalle cose cui sono legati ( se questo tappo di champagne saltò in un'occasione memorabile, non ho bisogno del tappo per tenerla a mente; se ho bisogno del tappo significa che non era abbastanza memorabile). Seconda riflessione: le cose sono destinate a sopravviverci e un giorno toccherà ai nostri figli di sgomberarle con mille scrupoli e rimpianti e malinconie. Terza riflessione, pratica: i miei cassetti e le mie stanze non hanno la capienza di mausolei. 
Allora che faccio? Ogni tanto degrado le reliquie, per esempio riempio uno scatolone e lo mando in cantina. Accatastare i ricordi è già un modo per prenderne le distanze: in cantina non sono più sotto gli occhi, sbiadiscono, diventano cianfrusaglia. Ogni tanto mia moglie fa un repulisti, io non lo so, me ne accorfo per caso: vedo che non c'è più quella pila di scatoloni, ma non ricordo più cosa c'era dentro. E' un distacco indolore.
Anche quando ero bambino notavo una lenta, ma continua riduzione di quel mucchio di giocattoli che stava in un angolo della mia camera, ma non riuscivo mai ad individuare con precisione gli elementi mancanti e non facevo neppure indagini, lo consideravo un fenomeno ineluttabile. 

Non so voi, ma io mi sono rispecchiata parecchio :-D  
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